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	<title>Luca Nappini</title>
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	<description>Luca Nappini: Geotecnologio, IT/ICT Manager e Web Designer ad Arezzo</description>
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		<title>Chief Digital Officer (CDO): il responsabile della crescita digitale</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 11:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo digitale]]></category>
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Crescere in ambito digitale significa sviluppare i mezzi tecnologici e culturali per rimanere competitivi nel proprio settore e saper sfruttare al meglio le possibilità offerte dal mondo digitale: il Chief Digital Officer è il professionista IT che guida le aziende nel loro processo di innovazione ed efficientamento digitale, aiutandole a sviluppare le loro competenze digitali e i loro progetti online. </p>			<footer class="quote-author">
			<span>
									di Luca Nappini							</span>
		</footer>
	</blockquote>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e51778" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p>Oggi le aziende hanno sempre più chiara <strong>l'importanza che riveste il mondo digitale</strong> nel proprio settore e, per rimanere competitiva, ogni impresa, piccola o grande che sia, è chiamata a ottimizzare i processi lavorativi, sfruttare i dati a sua disposizione, velocizzare il time to market, presidiare i canali online, essere flessibile, collaborativa e aperta all'economia digitale. Le aziende hanno sempre piú chiaro che oltre alla "realtà fisica" della propria azienda e del proprio business, esiste una "<strong>realtà digitale</strong>" che, da un lato può rendere la propria azienda <strong>piú efficiente e competitiva</strong> nel proprio settore, dall'altro lato può farla accedere ai profitti diretti o indiretti provenienti dell'<strong>economia digitale</strong>.</p><p>In altre parole, in tante aziende nasce l’esigenza di "innovazione e crescita digitale", ossia l'esigenza di dover portare in azienda, le <strong>competenze e le strutture digitali necessarie</strong> che le consentano di:</p><ul><li>essere più competitive (lavorando in modo più efficiente o sfruttando metodologie più rapide) </li><li>avere maggior controllo e stabilità nel proprio settore/business grazie all'analisi dei dati; </li><li>poter accedere in modo concreto all'economia digitale ricavandone dei profitti; </li></ul><h2>L'innovazione digitale</h2><p>Quello dell'nnovazione digitale è un processo di evoluzione che rigurada qualsiasi attività (professionisti, aziende, pubblica amministrazione), è un processo che necessita di anni per essere ben assimilato e che, teoricamente, non ha un termine preciso ed accompagna un'attività per tutta la sua vita. Pochi sanno che l'innovazione digitale, più che una trasformazione di mezzi a disposizione, é una <strong>trasformazione culturale</strong>: per trasformarsi e crescere a livello digitale, non basta acquistare un nuovo software, fare un generico corso IT o mettere online un sito web aziendale, ma é necessario conoscere e capire come usare le varie tecnologie offerte dal mondo digital e come si "<strong>ragiona e ci si muove</strong>" a livello di comunicazione digitale.</p><p>&nbsp;</p><h4><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Cosa vuol dire crescere in ambito digitale</span></span></h4><p>Le aziende che iniziano il loro cammino di innovazione digitale sono chiamate a <strong>dotarsi dei mezzi culturali e strumentali</strong> per lavorare in modo più efficente ed essere più competitive nel proprio settore. Il mondo digitale diventa per loro un mondo pieno di opportunità (nuove tecnologie che fanno lavorare in modo più rapido ed efficente, nuovi mercati dove presentarsi, nuovi clienti da conquistare, nuovi strumenti con cui comunicare ecc.), ma è anche un mondo pieno di novità con cui fare i conti e ben presto le aziende si rendono conto che è necessario<strong> imparare a muoversi in ambito digital</strong>. Ad esempio, quando affrontano il mondo online, le aziende capiscono presto che:</p><ul><li>la <strong>competitività online é molto piú alta</strong> rispetto al mondo offline: online non ci sono distanze e tutte le aziende sono ad un click di distanza dall'utente finale;</li><li>é necessario <strong>sapersi confrontare</strong> con i propri concorrenti e conoscere meglio i propri punti forti e i propri punti deboli;</li><li>online le aziende non possono rimanere ferme ad aspettare i propri clienti, come spesso capita loro nel mondo offline, ma <strong>devono sapersi muovere sui canali digitali</strong> per riuscire a comunicare e conquistare utente per utente;</li><li>online quasi tutto si puó misurare e i dati che é possibile ricavare dai canali digitali (<strong>Big data</strong>), acquistano maggior importanza rispetto alle proprie idee o alle proprie impressioni (approccio data driven);</li><li>online tutto <strong>si muove e cambia piú velocemente</strong> rispetto al mondo offline ed é necessario avere i mezzi adatti per poter tenere il passo (un mese online é come un anno offline);</li><li>come nel mondo offline, in ambito digital <strong>conta anche la qualità</strong> dei mezzi e dei partner a propria disposizione (software, siti web, automazioni, strumenti cloud, collaboratori e consulenti IT ecc.);</li><li>devono prendere confidenza con le <strong>caratteristiche tipiche</strong> del mondo online (motori di ricerca, ecommerce, comunicazione social, recensioni, web design, digital marketing, SEO, analisi dati ecc.);</li><li><strong>è necessario tempo</strong> per "far diventare un'azienda digitale" non basta saper usare un'app o un software specifico, o leggere un articolo di un blog per diventare competenti o esperti in ambito digitale;</li><li><strong>non tutti sono esperti</strong> in ambito digitale e, come in tutti i settori, é necessario saper riconiscere e affidarsi a consulenti e partner competenti in materia di tecnologie IT e ICT;</li></ul><h2>Profilo e ruolo del Chief Digital Officer (CDO)</h2><blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Il CDO é un professionista IT, esperto nel settore delle tecnologie digitali ICT: grazie alle sue <strong>competenze tecniche, progettuali e formative</strong>, affianca le aziende e le guida nel loro percorso di crescita in ambito digitale.</p>	</blockquote><p>Internet e le tecnologie digitali non sono solo mezzi di comunicazione, ma, per tutti i motivi espressi sopra, rappresentano per le aziende una vera e propria "<strong>crescita culturale e strumentale</strong>" ed é facile capire quanto le aziende possano essere in difficoltà ad affrontare da sole tutti gli aspetti che riguardano la propria "trasformazione digitale".</p><p>Proprio per aiutare le aziende ad accelerare e rendere piú semplice e proficuo il proprio cammino di crescita digitale, negli ultimi anni è nata la figura del CDO (<strong>Chief Digital Officer</strong>), ossia il responsabile tecnico della crescita digitale di un'azienda (a volte chiamato anche "ICT manager" o "Innovation manager").</p>
    
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            </span>
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<p style="text-align: center;"><em>Fig: Il panorama dei manager aziendali in cui si colloca la figura del CDO </em></p><h4> </h4><h4 id="significato-esteso">Di cosa si occupa il CDO</h4><blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Grazie all'aiuto di un CDO, le aziende da una parte hanno la garanzia di affidarsi ad un professionista IT che sa personalizzare il loro cammino di crescita digitale rendendolo <strong>piú semplice e veloce</strong>, dall'altra parte hanno la certezza di <strong>usare le tecnologie digitali in modo consapevole e ottimizzato</strong> per sviluppare al meglio i propri progetti online e per diventare piú efficienti e competitive nel proprio settore.</p>	</blockquote><p>Il Chief Digital Officer è la figura che si occupa di <strong>orchestrare il cambiamento in azienda</strong>: è colui che, partendo dall’analisi della situazione di partenza, sa individuare le aree che necessitano di investimento e sviluppo, sa misurare le performance e definire gli investimenti (piccoli o grandi che siano) per raggiungere concretamente gli obiettivi preposti. É esperto di tecnologie digitali e metodologie innovative, ma conosce anche le tradizionali dinamiche di business, ha spiccate doti gestionali e la capacità di <strong>tracciare la strada di una strategia digitale</strong>.</p><p>In particolare il CDO studia l'azienda, il suo settore e le sue necessità in ambito digital, elabora per l'azienda una strategia concreta di crescita digitale e, nei mesi/anni in cui lavora per un'azienda, la dota degli <strong>strumenti IT piú adatti</strong> per lavorare in modo piú veloce ed efficente (software, app, gestionali, siti web, strumenti cloud ecc.), <strong>fa formazione al personale interno</strong> sull'uso degli strumenti digitali, sull'uso dei canali online e della comunicazione digitale, <strong>ottimizza costi, investimenti e ricavi</strong> relativi all'ambito digitale e all"eBusiness, evitando spese inutili o non proficue per l'azienda (software, abbonamenti cloud, marketing, parter esterni ecc.), introduce in azienda un <strong>approccio data driver</strong>. In sostanza, il ruolo del CDO di un'azienda è quello di ottimizzare le competenze digitali del personale aziendale, ottimizzarne il metodo di lavoro (organizzandolo al meglio e introducendo in azienda i software e i servizi app &amp; cloud più adatti) e sviluppare al meglio i progetti digitali aziendali (web design, marketing, SEO, comunicazione social ecc.).</p><p>Il lavoro del Chief Digital Officer come manager digitale è trasversale a più divisioni di business: influisce sul marketing e la comunicazione, sulle vendite, ma anche su produzione e risorse umane, dovendosi occupare di far sì che i lavoratori acquisiscano competenze digitali.</p><p>Il CDO può lavorare per l'azienda sia come dipendente interno (nelle grandi aziende), sia come consulente esterno (per le aziende piccole e medie) e rappresenta per l'azienda il <strong>professionista IT di riferimento per le tematiche relative al suo sviluppo digitale</strong>, così come un commercialista o un avvocato rappresentano per l'azienda un punto di riferimento per le tematiche contabili e legali. </p>	</div>
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		<title>Differenza tra IT e ICT</title>
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				<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 14:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo digitale]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Spesso la sigla ICT viene usata come sinonimo di IT ad indicare il "settore delle tecnologie digitali" nel suo complesso. Anche se <a href="#significato-esteso">sempre più sottile</a>, la differenza principale tra ICT e IT, è che l'ICT fa riferimento specifico allo sviluppo delle tecnologie di comunicazione digitale (ad es. Internet, Reti Wifi, telefoni cellulari e altri sistemi di comunicazione), mentre l’IT indica soprattutto lo sviluppo dei sistemi hardware e software.</p>			<footer class="quote-author">
			<span>
									di Luca Nappini							</span>
		</footer>
	</blockquote>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e52afe" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p>Spesso, i termini IT e ICT vengono usati come sinonimi per indicare il mondo delle tecnologie digitali (anche chiamato <strong>settore IT/ICT</strong>), ma i due termini indicano in realtà aree diverse, anche se strettamente correlate, del settore delle tecnologie digitali.</p><p>IT sta per "Information Technology" mentre ICT è l’acronimo di "Information &amp; Communication Technology". Da notare che i due acronimi si differenziano solo per la "C" che rappresenta la “comunicazione” ed è proprio la <strong>componente di comunicazione</strong> tutta la differenza tra IT e ICT.</p><p>In generale, l'IT si riferisce alle <strong>tecnologie locali</strong>, come il mondo dei server aziendali privati e le infrastrutture informatiche che mantengono le aziende operative dal punto di vista tecnologico. Al contrario, le tecnologie ICT sono <strong>più espansive</strong>, con una maggiore attenzione alla diffusione di dati e informazioni, alla costruzione della comunità e al desiderio di esplorare i modi in cui le telecomunicazioni possono arricchire la società.</p><p>A livello macroscopico, immagina che l'IT sia la tua casa, mentre l’ICT è l’insieme delle infrastrutture di "comunicazione" (strade, ponti, tubi, fili, centrali ecc.) che consentono di portare energia, acqua, persone ed oggetti a casa tua.</p><h2>Cosa è l' IT</h2><p>L’IT, si occupa degli <strong>strumenti hardware/software</strong> e dei metodi utilizzati nella raccolta, elaborazione e conservazione di dati. Questi metodi e strumenti includono codifica, programmazione, mezzi di archiviazione e recupero, analisi e progettazione di sistemi, sicurezza e conversione dei dati, robotica e intelligenz artificiale. Semplificando possiamo dire che rientrano nell'IT tutte quelle attività che si occupano dell'<strong>infrastruttura hardware a software</strong>. Nel suo utilizzo moderno, l'IT si riferisce alla tecnologia che mantiene le aziende in funzione e connesse come server e reti interne, software aziendale, PC e in generale i vari sistemi su cui gli esperti IT lavorano per svilupparli e mantenerli.</p><p>Quando qualcuno afferma di <strong>lavorare nel settore IT</strong>, si sta riferendo ad un campo ampio che può includere una vasta gamma di professioni, tra cui amministrazione di rete, informatica, analisi dei sistemi, programmazione, supporto per PC, sicurezza dei dati e altro ancora. I professionisti IT sono responsabili di una serie di compiti tra cui attività semplici come l'installazione di software, o attività più complesse come la progettazione e creazione di reti o la gestione di sisemi e database.</p><p>In particolare, l'<strong>IT Manager</strong>  di un'azienda (chamato nelle grandi aziende anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Direttore_informatico" target="_blank" rel="noopener">CIO</a> o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Direttore_tecnico_(diritto)" target="_blank" rel="noopener">CTO</a>) è il responsabile di: </p><ul><li>hardware aziendale</li><li>software aziendale</li><li>reti/network aziendale</li><li>sicurezza dei sistemi aziendali</li></ul>
    
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            <span class="single-image-wrap" >
                <img src="//lucanappini.it/wp-content/uploads/2021/03/le-tecnologie-digitali-scaled.jpg" alt="Differenza tra IT e ICT">
            </span>
        </div>

    
<h2>Cosa è l' ICT </h2><p>L’ICT, si occupa degli strumenti e dei metodi di <strong>comunicazione digitale</strong> o di condivisione dei dati ed entra in gioco quando parliamo di internet, web, App, mobile, telecomunicazioni, cloud computing, GIS, digital marketing, Big data, Social media, commercio elettronico ecc. Semplificando possiamo dire che rientrano nell'ICT tutte quelle attività che riguardano lo <strong>sviluppo della comunicazione digitale e delle attività online</strong>. </p><p>Quando qualcuno afferma di lavorare nel <strong>settore ICT</strong>, si sta riferendo ad un campo ampio che può includere una vasta gamma di professioni che riguardano Web Design, SEO, Digital Marketing, eCommerce, Data analysis, Social media management, Sviluppato di app e siti web, servizi Cloud ecc.</p><p>In particolare, l' <a href="https://lucanappini.it/tecnico-esperto-ict-manager/">ICT Manager</a>  di un'azienda (chamato nelle grandi aziende anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Direttore_del_digitale" target="_blank" rel="noopener">CDO</a> o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chief_innovation_officer" target="_blank" rel="noopener">CTIO</a>) è il responsabile di: </p><ul><li>sito/app aziendale </li><li>sicurezza dei sistemi online</li><li>big data</li><li>servizi cloud (mail, storage, team work ecc.)</li><li>digital management (SEO, Social, Marketing)</li></ul><blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Il termine ICT è apparso per la prima volta nel 1997 in un rapporto preparato da Dennis Stevenson per il governo del Regno Unito. In termini di utilizzo, ICT è essenzialmente un termine europeo che si è diffuso in una certa misura nel Nord America e in Asia: oggi tende ad essere utilizzato da addetti ai lavori, in particolare da industrie e professioni legate alle infrastrutture digitali.</p>	</blockquote><h2>Confronto tra IT e ICT</h2><p>La differenza tra IT e ICT non è così netta perché spesso <strong>i due ambiti camminano di pari passo</strong>, hanno parti in comune (database, Cloud, sicurezza delle reti, sviluppo di app mobile ecc.) e spesso hanno uno sviluppo simultaneo: un’azienda attenta all’innovazione digitale si evolve in entrambi i settori, da una parte sarà attenta ad avere un “sistema IT” efficiente (PC, router, reti, software e gestionali aziendali ecc.), dall'altra utilizzerà i sui sistemi IT anche in "ambito ICT” ad esempio per gestire e sviluppare siti aziendali, piattaforme web, servizi cloud, comunicazione interna o quella con i clienti, marketing online, consultare i dati analitici o far crescere il proprio business online.</p><figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>&nbsp;</td><td style="text-align: center;"><strong>ICT</strong></td><td style="text-align: center;"><strong>IT</strong></td></tr><tr><td><strong>Acronimo</strong></td><td>ICT è l'acronimo di Information and Communications Technology.</td><td>IT è l'acronimo di Information Technology.</td></tr><tr><td><strong>Campo</strong></td><td>L'ICT è associata al campo delle tecnologie informative e della comunicazione digitale.</td><td>L'IT è associata al campo dei sistemi informatici (computer, software e reti).</td></tr><tr><td><strong>Funzione</strong></td><td>La funzione dell'ICT è quella di aiutare individui ed aziende a ricavare, gestire e diffondere dati e informazioni con l'aiuto delle tecnologie digitali.</td><td>La funzione dell'IT è quella di aiutare a raggiungere un modo o un metodo efficiente per la gestione dei dati, con l'aiuto delle tecnologie hardware/software.</td></tr><tr><td><strong>Luogo di utilizzo</strong></td><td>L'ICT è utilizzata nelle aziende di qualsiasi&nbsp; grandezza e negli enti pubblici.</td><td>L'IT è utilizzata principlamente nelle grandi aziende e nelle istituzioni.</td></tr><tr><td><strong>Settore o ambito</strong></td><td>L'ICT può essere considerato un termine estensionale dell'IT che identifica l'intero settore delle tecnologie digitali o la parte relativa alla gestione della comunicazione digitale e delle attività online.&nbsp;</td><td><span class="goog-text-highlight">L'IT può essere considerato l'ambito delle tecnologie digitali realativa allo sviluppo hardware/sftware e all'efficientamento aziendale per ciò che rigurda la gestione dei dati.&nbsp;</span></td></tr></tbody></table></figure><h2 id="significato-esteso">ICT come sinonimo di "Tecnologie Digitali"</h2><p>Cosi come si evolvono le tecnologie digitali, spesso si evolvono anche i termini che le identificano: quando è nata negli anni 90’, l’ICT identificava la parte del settore IT che riguardava le tecnologie di rete. Oggi, grazie al forte sviluppo e all’impatto che ha nella società (siti, commercio elettronico, servizi online, cloud, app mobile, social ecc.), l’ICT è considerata l’evoluzione naturale dell’IT: in questo senso, <strong>molti indicano con ICT il settore delle tecnologie digitali nel suo complesso</strong>, mentre con l’acronimo IT fanno riferimento alla parte dell’ICT che riguarda gli aspetti più strutturali relativi allo sviluppo hardware e software. Pertanto, ICT può essere visto anche come un acronimo esteso dell' IT, che comprende la tecnologia dell'informazione (l'IT) e l'ambito relativo alle tecnologie della comunicazione digitale. Oggi il tremine ICT ha sostituiro quello di IT anche nei contesti accademici. </p><p>&nbsp;</p><p><strong>Approfondimenti</strong></p><p><a href="https://lucanappini.it/professionalita-ict/">Scopri le professionalità ICT</a></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p>	</div>
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		<title>Come stimare il valore di un sito web</title>
		<link>https://lucanappini.it/quanto-costa-un-sito-web/</link>
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				<pubDate>Mon, 26 Oct 2020 12:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>I siti web non sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso rendimento online: esistono siti che valgono poco ed altri di grande valore, tanto che spesso può essere difficile capire il reale valore di un sito web o quanto si debba spendere per realizzarne uno nuovo. Ma da cosa si capisce quanto vale un sito?</p>			<footer class="quote-author">
			<span>
									di Luca Nappini							</span>
		</footer>
	</blockquote>	</div>
</div>
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<div class=" col-xs-12 col-sm-12 prima-lettera">
    <div id="col_inner_id-6a8f911e53c21" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p>Il primo approccio che gli utenti hanno con un sito è sempre quello visivo (mi piace, non mi piace), ma l’aspetto grafico è solo uno dei tanti elementi che compongono un sito web e per determinare il valore di un sito devi andare ben oltre l’aspetto visivo.</p><p>"Sito web" è una espressione generica che raggruppa tipologie di strutture online molto diverse tra di loro in termini di grafica, tipologia di struttura, grandezza e qualità costruttiva: è sito web un blog, è sito web un sito aziendale, è sito web un sito eCommerce, un portale, un Marketplace, un sito istituzionale ecc. È sito web una struttura realizzata in modo professionale da un Web Designer, ma anche una struttura realizzata in modo più o meno approssimativo da <em>"Mio cuggino che si intende di computer"</em>. </p><p>Di seguito ci concentreremo nella valutazione di siti web realizzati in modo professionale, lasciando perdere i siti <em>"fatti da mio cuggino" </em>o quelli proposti online <em>"a 100€ tutto compreso!"</em> che spesso si traducono in siti fuori controllo di nessun valore o in annunci promo che puntano ad avere un'impatto emotivo sugli utenti e spesso si traducono in vere e proprie fregature. </p><h2>Siti web vs edifici fisici</h2><p>Quando pensi ad un sito web puoi trovare molte <strong>similitudini con le strutture edili</strong> presenti nel mondo fisico, almeno in termini di funzionalità e rappresentanza: ad es. un sito aziendale è paragonabile alla sede fisica di un’azienda, un sito eCommerce è paragonabile ad un negozio fisico, un Marketplace ad un Centro commerciale, un sito redazionale alla sede redazionale di un giornale, un portale web con i suoi spazi dedicati ad un palazzo con le sue varie aree ecc.</p><p>In generale, il valore degli edifici fisici è dato da 4 fattori:</p><ol><li><p>la tipologia di edifico</p></li><li><p>la grandezza di un edifico</p></li><li><p>la qualità complessiva della struttura e delle sue  rifiniture</p></li><li><p>la posizione che occupa l’edificio</p></li></ol><p>Allo stesso modo il valore dei siti web è dai 4 aspetti visti sopra, tradotti in ambito digitale: </p><ol><li><p>la tipologia di sito (sito personale, aziendale, istituzionale, eCommerce, marketplace, portale ecc.) </p></li><li><p>la grandezza del sito (il numero di pagine che lo compongono) </p></li><li><p>la qualità complessiva del sito e dei suoi contenuti (che può essere più o meno professionale)</p></li><li><p>l'ottimizzazione SEO della sua struttura (che determina il suo posizionamento sui motori di ricerca)</p></li></ol><p>In generale, questi 4 fattori sono quelli principali che determinano il valore di un sito realizzato ex novo. Tuttavia, non esistono solo questi 4 fattori. Ad esempio esistono anche altre caratteristiche più specifiche che possono far aumentare o diminuire il costo di un edificio, tipo:</p><ul><li><p>l’aspetto esterno dell’edificio (di valore più o meno soggettivo);</p></li><li><p>le finiture più o meno di pregio (tetto con travi di legno, pavimento in marmo ecc.);</p></li><li><p>la presenza di impianti o aree particolari (piscina,  palestra, area spa ecc.);</p></li></ul><p>Allo stesso modo, per le strutture digitali, oltre alle 4 caratteristiche principali elencate sopra, esistono altri fattori più specifici che possono far aumentare o diminuire il costo di un sito, tipo:</p><ul><li><p>l’aspetto grafico del sito (di valore più o meno soggettivo);</p></li><li><p>i contenuti sviluppati per il progetto (testi, grafiche, video ecc.);</p></li><li><p>la presenza di funzionalità specifiche del sito (configuratori, automazioni, integrazioni ecc.);</p></li></ul><h2>I diversi valori dei siti web </h2><p>Così come capita per gli edifici fisici che hanno costi differenti a seconda della tipologia e delle caratteritiche specifiche (ad es. un monolocale può costare 30.000€, una villa con piscina 1 milione di €,  un palazzo diversi milioni di € ecc.), per le stesse ragioni, nel mondo online, i siti web hanno costi molto differenti tra loro a seconda delle loro caratteristiche, per cui ci sono siti che costano alcune centinaia di € (ad es. una landing page o un sito one page fatti di 1 sola pagina), alcuni che costano migliaia di € (ad es. un  sito aziendale), altri ancora che costano decine o centinaia di migliaia di € (ad es. un eCommerce, un portale web o un marketplace).</p><h2>Il valore delle singole pagine di un sito</h2><p>Per dare una valutazione più oggettiva possibile, gli edifici fisici vengono valutati in base ai mq. (basandosi sulla grandezza e la qualità costruttiva dell’edificio): allo stesso modo anche per i siti web è possibile dare un valore più oggettivo basato sulla quantità e qualità costruttiva delle single pagine.</p><p>In altre parole, così come capita per gli edifici fisici per cui una struttura di 300 mq. costa più di una struttura di 100 mq. o un edificio nuovo costa più di un edificio da ristrutturare, così, un sito di 100 pagine avrà maggior valore di un sito simile, fatto di 20 pagine e, in generale, pagine realizzate con maggior cura (ad es. con contenuti di qualità, grafica personalizzata e ottimizzate SEO), varranno più di pagine più anonime dai contenuti meno curati.</p><p>In generale, un Web designer per realizzare in modo professionale le pagine di un sito (cioè realizzandole con contenuti, grafiche e codici sviluppati ad Hoc ed ottimizzate SEO), può richiedere questi costi:</p><ul><li><p><strong>Home page</strong>: 200-300€</p></li><li><p><strong>Pagine principali</strong>: 100-200€</p></li><li><p><strong>Pagine secondarie</strong>: 50-100€</p></li><li><p><strong>Landing page</strong> e pagine realizzate con grafiche o funzionalità particolari: oltre 300€</p></li></ul><p>Semplificando, potremmo dire che le pagine di un sito realizzato in modo professionale costano <strong>in media tra gli 80 e i 150€</strong> l'una a seconda della minore o maggiore qualità di realizzazione e delle funzionalità digitali inserite.</p><h2>Quanto costa realizzare un sito professionale</h2><p>Quanto esposto sopra, fa capire il motivo per cui  quando un utente chiede "Quanto costa realizzare un sito web?", non avrà mai una risposta univoca, perchè tutto dipende da quello che vuole realizzare: rimanendo nella similitudine con il mondo edile, è un po' come chiedersi "Quanto costa realizzare un edificio?". La varietà nel tipo e nella qualità di siti esistenti, è anche il motivo per cui spesso ci si ritrova immersi in preventivi dai prezzi più svariati.</p><p>Tuttavia, se parliamo di siti realizzati in modo professionale (cioè realizzati da un Web Designer con grafica, contenuti e SEO realizzati ad hoc), possiamo fare maggior chiarezza sui costi, considerando il tipo di sito e il numero di pagine realizzate (di cui abbiamo visto che la media costi si aggira tra 80 e 150€ a pagina), per cui potremmo aspettarci costi di questo tipo:</p><ul><li><strong>Sito personale</strong> (meno di 15 pagine): tra 1.200 e 2.250€ </li><li><strong>Sito aziendale</strong> (tra 15 e 50 pagine): tra 2.400 e i 7.500€ </li><li><strong>Siti eCommerce</strong> (almeno 100 pagine): tra 8.000 e i 25.000€ </li><li><strong>Portali o Marketplace</strong> (centinaia di pagine): tra 15.000 e i 100.000€ </li></ul><p>Ovviamente, questa è solo una media generale che serve a fare una stima approssimativa del valore di un sito e, come già detto, sul valore effettivo di un sito possono influire anche altri aspetti in modo più o meno marcato:  ad es. se il sito non è realizzato ex novo ma è già online, assume grande valore il traffico che entra nel sito: semplificando, siti con poco traffico hanno poco valore, siti con grande traffico assumono grande valore. </p><p>Capire quanto vale un sito web o quanto spendere per realizzarne uno nuovo non è così semplice ed immediato come può sembrare inizialmente: l’approccio migliore è quello di rivolgersi ad un Web designer che possa valutare con competenza le caratteristiche tecniche e qualitative di un sito e all’occorrenza possa guidare nella scelta della struttura più adatta per la realizzazione del proprio progetto web.</p>	</div>
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		<title>Copyright e diritti d&#8217;autore sul web</title>
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				<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 11:59:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto digitale]]></category>
		<category><![CDATA[animate]]></category>
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		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[progress]]></category>
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p><span class="notranslate">In questo articolo, viene spiegato come la legge sul copyright protegge i contenuti pubblicati sul web e i diritti o i doveri cui prestare attenzione quando si pubblica qualcosa on-line.</span>&nbsp;<span class="notranslate">Iniziamo!</span></p>			<footer class="quote-author">
			<span>
									di Luca Nappini							</span>
		</footer>
	</blockquote>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e54907" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p><span style="font-size: inherit;">Realizzare o gestire un sito Web significa anche dover gestire il copyright dei contenuti in esso inseriti: </span></p><ul><li><span class="notranslate">La buona notizia è che, non appena crei un contenuto (testo, immagine, video ecc.) e lo pubblichi on-line, <strong>ne diventi il proprietario </strong>ed è tuo come un qualsiasi oggetto acquistato o creato da te: in pratica ne possiedi il copyright. </span></li><li>La cattiva notizia è che proprio per la legge sul copyright, tanti contenuti testuali o visivi che vedi sui siti web, sono protetti e <strong>non puoi pubblicarli</strong> sul tuo sito senza l'autorizzazione dell'autore: pena, <strong>violazione di copyright</strong>!</li></ul><p>La legge sul copyright protegge indistintamente tutti coloro il cui lavoro tecnico o creativo viene pubblicato sul web: grafici, designer, copywriter, programmatori, sviluppatori, blogger, fotografi ecc. </p><p>In linea generale, l'aspetto principale da considerare è che la creazione di <strong>qualsiasi opera originale</strong> (struttura web, design, mockup, foto, contenuto grafico, video, testo, script ecc.), fa sorgere di per sé il diritto d'autore in capo a chi l'ha realizzata, <strong>senza necessità di alcuna registrazione</strong> <strong>o altro atto formale</strong>. La riproduzione e, più in generale, l'utilizzo non autorizzato di materiale coperto da diritto d'autore, dà luogo a violazione di copyright. Tale circostanza espone l'autore dell'illecito a <strong>conseguenze di carattere civile, amministrativo e penale</strong> che possono scattare d’ufficio senza necessità di querela da parte del titolare del diritto d'autore.</p><p>In ambito web, questo significa che non è possibile usare sul proprio sito, un design, un'illustrazione, una foto o un testo trovati sul web (eccetto i titoli o parti modeste di un testo), ma <strong>è necessario averne la licenza d’uso</strong> o accertarsi che il contenuto inserito sia <strong>privo di copyright</strong>.</p><h2><span class="notranslate">In che modo la legge protegge i contenuti online?</span></h2><p><span class="notranslate">In breve, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank" rel="noopener noreferrer">copyright è il diritto legale ed esclusivo</a> di copiare (o autorizzare a copiare) un'opera d'arte o di ingegno (struttura, design, modello, foto, contenuto grafico, video, testo ecc.).</span> <span class="notranslate">In altre parole, se possiedi il copyright di qualcosa, nessuno può farne una copia senza la tua esplicita autorizzazione.</span></p><p><span class="notranslate">Uno dei fraintendimenti più comuni è che il copyright è qualcosa che devi registrare.</span> <span class="notranslate">In realtà, non appena crei qualcosa che è <strong>farina del tuo sacco</strong> e lo pubblichi on-line o off-line, <a href="https://ddaonline.agcom.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sei il proprietario del suo copyright</a>.</span> <span class="notranslate">Ciò significa che qualsiasi contenuto originale, da un post del tuo blog alla tua pagina informazioni personali del tuo sito, appartiene a chi lo ha realizzato. <strong>Stesso discorso per i contenuti più tecnici</strong> presenti in una pagina o nel codice di una pagina: foto, design, grafiche, media, script ecc. Tutto ciò che trovi on-line è protetto da copyright, anche su pagine dove il copyright non è specificato. </span></p><p><span class="notranslate">Tutto questo <strong>vale anche per le pubblicazioni off-line</strong>: ad es. non puoi pubblicare su un tuo libro testi di un altro autore senza averne l'autorizzzione. In parole povere, se produci contenuti, li possiedi e ne sei l'unico proprietario anche quando li pubblichi on-line o off-line.</span> </p><p><span class="notranslate">Da un lato, ciò significa che le persone <strong>non possono copiare e incollare legalmente sul proprio sito web</strong>, i contenuti presenti sul tuo sito.</span> <span class="notranslate">Ovviamente, funziona in entrambi i modi.</span> <span class="notranslate">Se vuoi usare il contenuto di altri, avrai bisogno anche della loro autorizzazione - l'attribuzione della fonte non è sufficiente.</span></p><h2>Come puoi essere sicuro di non violare il copyright sul tuo sito? </h2><p><span class="notranslate">Semplice, hai 4 possibilità:</span></p><ol><li><span class="notranslate"><strong>Tu o un tuo dipendente</strong>, create di vostro pugno, i contenuti visivi e testuali che pubblicate sul sito; </span></li><li><span class="notranslate" style="font-size: inherit;">Utilizzi <strong>solo contenuti gratuiti</strong>, ciò quelli </span><span class="notranslate" style="font-size: inherit;">disponibili sotto una <a href="https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;rurl=translate.google.com&amp;sl=en&amp;sp=nmt4&amp;tl=it&amp;u=https://creativecommons.org/licenses/&amp;xid=17259,1500001,15700023,15700186,15700190,15700259,15700271&amp;usg=ALkJrhgGyC2cbrQBBUL4ewaAHze34OWzew" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza Creative Commons</a> che non richiedono l'autorizzazione del suo creatore per essere utilizzati.</span><span style="font-size: inherit;"> </span></li><li>Possiedi una <strong>licenza scritta dell'autore</strong> che ti autorizza alla pubblicazione dei suoi contenuti: molti <span class="notranslate" style="font-size: inherit;">contenuti possono essere acquisiti acquistando una licenza, da siti specializzati come accade per le immagini su <a href="https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;rurl=translate.google.com&amp;sl=en&amp;sp=nmt4&amp;tl=it&amp;u=https://stock.adobe.com/&amp;xid=17259,1500001,15700023,15700186,15700190,15700259,15700271&amp;usg=ALkJrhgmJuA6NSUJqckU_IJ3slkQIATxHg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Adobe Stock</a>, <a href="https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;rurl=translate.google.com&amp;sl=en&amp;sp=nmt4&amp;tl=it&amp;u=http://shutterstock.com/&amp;xid=17259,1500001,15700023,15700186,15700190,15700259,15700271&amp;usg=ALkJrhg5NaJ58BDkdtegsA5XWFKSoykfRA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shutterstock</a>, <a href="https://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&amp;rurl=translate.google.com&amp;sl=en&amp;sp=nmt4&amp;tl=it&amp;u=https://www.istockphoto.com/&amp;xid=17259,1500001,15700023,15700186,15700190,15700259,15700271&amp;usg=ALkJrhj6pzSvziBUJIlhaUgprmRk9h7fPg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iStock</a> e molti altri.</span></li><li><strong>Acquisti il copyright dall'autore</strong> attraverso un contratto di cessione dei diritti di autore. </li></ol><h2>Come tutelarsi in caso di violazioni del proprio copyright?</h2><p><span class="notranslate">La tutela contro la violazione del copyright è assicurata sia in via<strong> stragiudiziale</strong> che secondo le procedure della <strong>giustizia ordinaria</strong>.</span></p><p><span class="notranslate">In particolare, per quanto riguarda gli illeciti che si verificano sul web, sono molte le piattaforme che assicurano una tutela preliminare a chi pubblica senza autorizzazione materiale coperto da copyright: <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong> e <strong>Youtube</strong>, ad esempio, provvedono a rimuovere i contenuti pubblicati in violazione delle norme del diritto d'autore, su segnalazione del diretto interessato. A questo proposito è utile sottolineare l'orientamento secondo cui, nell'ambito dei social network, la violazione si ritiene compiuta dal primo utente che pubblica il contenuto non autorizzato, e non da ciascuno dei successivi utenti che condividono lo stesso post.</span></p><p>Una particolare forma di risoluzione stragiudiziale delle controversie relative alla violazione del copyright è demandata all'<strong>AGCOM</strong> (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni).<br />Infatti, il titolare di un diritto d'autore che ritenga violati i suoi interessi può rivolgersi all'AGCOM per sollecitarne l'intervento, al fine di far cessare la trasgressione in corso.<br />Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha chiarito che l'Autorità ha il potere di ordinare a un operatore internet (ad esempio, una piattaforma social) la rimozione di un contenuto non autorizzato, ma non anche quello di irrogare sanzioni in caso di inottemperanza da parte di quest'ultimo. In tal caso, rimane comunque percorribile la via della giustizia ordinaria.</p><h2>Acquistare o vendere il copyright?</h2><p><span class="notranslate">Il copyright di un'opera può anche essere <strong>ceduto a terzi</strong>: con la cessione del diritto d’autore autorizzi il committente a sfruttare una tua opera d’ingegno in cambio di un compenso equo. Proprio per questo è opportuno anche ricordare che il diritto d’autore è una branca del diritto commerciale (sfruttamento economico di un’opera di ingegno) e che la cessione dei diritti d’autore è regolata dal Codice Civile (Libro V, art. 2575 e seguenti) e dalle Leggi sull’Editoria (L. 633/1941, più volte modifica e armonizzata alle direttive comunitarie e L.128/2004).</span></p><p><span class="notranslate">Per far aderire le parti al contratto d’autore <strong>va compilato uno specifico contratto</strong>, il contratto di cessione dei diritti d'autore, sottoscritto da entrambi le parti, dove dovranno essere necessariamente inseriti i seguenti dati:</span></p><ul><li><span class="notranslate">i <strong>dati anagrafici</strong> dell’Autore dell’Opera e quelli della società editrice, o del legale rappresentante di essa;</span></li><li><span class="notranslate">a <strong>tipologia di lavoro</strong>, ossia l’opera realizzata, i cui diritti vengono ceduti;</span></li><li><span class="notranslate">il <strong>compenso pattuito</strong> per la cessione dei diritti e le modalità di pagamento.</span></li></ul><p><span class="notranslate">Il contratto di cessione dei dritti d’autore si svincola del tutto dai paletti imposti dalla prestazione occasionale, ovvero può esservi una cessione di una o più opere in modalità abituale e continuativa nel tempo anche se non obbliga l’autore né alla presenza fisica in un dato ufficio, né a prestare la propria opera in orari predefiniti, bensì solo alla trasmissione del frutto del proprio lavoro intellettuale che potrà poi essere utilizza una a più volte nel tempo.</span></p><p><span class="notranslate">Questo tipo di contratto e di per se indicato per scrittori, traduttori, autori televisivi, editor, copywriter, giornalisti, fumettisti, coloristi, blogger, marketer, grafici e <strong>tutti coloro che producono un lavoro avente come risultato le opere dell’ingegno</strong> di carattere creativo che appartengono alla scienza, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia qualunque ne sia il modo o la forma espressiva (art. 2575 c.c.).</span></p><p><span class="notranslate">Anche i lavori grafici, in quanto opere creative, sono tutelate dalla legge, che li riconosce come particolare espressione del lavoro intellettuale (legge n. 633/1941, art. 1-5).</span></p>	</div>
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		<title>Creare un&#8217;ottima pagina prodotto per eCommerce</title>
		<link>https://lucanappini.it/come-creare-ottime-pagine-prodotto-per-ecommerce/</link>
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				<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 16:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-md ">
    <p>Il cliente è sulla pagina prodotto del tuo eCommerce, ed è alla ricerca del prodotto perfetto adatto alle sue esigenze. L'ultimo passo che devi fare è convincere il cliente a fare clic sul pulsante "aggiungi al carrello". Ma come? Con una pagina prodotto da 10 e lode!</p>			<footer class="quote-author">
			<span>
									di Luca Nappini							</span>
		</footer>
	</blockquote>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e5565a" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p>La pagina prodotto è spesso quella con cui gli utenti hanno <strong>il primo approccio</strong> con un sito e-commerce (spesso è proprio zio Google che invia gli utenti verso le pagine prodotto dopo una loro ricerca specifica) e, allo stesso tempo, è anche <strong>l'ultima pagina con cui gli utenti hanno a che fare</strong> prima di cliccare "Acquista" ed arrivare al carrello. </p><p>Come se non bastasse, l'importanza della pagina prodotto aumenta anche per il fatto che è quella che <strong>ha il compito più difficile nel tuo eCommerce</strong>: convincere un utente a fare un'azione attiva (cliccare "Acquista") e per di più impegnativa (decidere di pagare per quell'oggetto). </p><p>Ecco in ordine di importanza una piccola classifica, da tener ben a mente, su ciò che convince un utente a fare click sul tasto acquista e su ciò a cui fare attenzione durante la creazione di una nuova pagina prodotto:</p><ul><li><h5>50% Immagini del prodotto</h5></li><li><h5>30% Descrizione</h5></li><li><h5>10% Rassicurazioni al cliente</h5></li><li><h5>10% Tutto il resto</h5></li></ul>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e557fa" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<h2><span class="notranslate">Le immagini del prodotto sono importantissime</span></h2><p><span class="notranslate">Sembra banale dirlo, ma è un utente che approda in una pagina prodotto è interessato solo ad una cosa: il prodotto! Lui deve essere il protagonista della pagina e il modo migliore per metterlo in mostra è mostrarlo con belle foto.</span></p><p>Anche i test realizzati sulle pagine prodotto, mostrano che gli utenti del web, la prima cosa che vanno a cercare su una pagina prodotto, sono proprio le foto del prodotto e dedicano ad esse gran parte dl tempo in cui rimangono sulla pagina.</p>	</div>
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    <div id="col_inner_id-6a8f911e559d2" class="fw-col-inner" data-paddings="0px 0px 0px 0px">
		<p>Avere <strong>almeno 4-5 foto fatte bene è importantissimo</strong> al punto che molti sostengono che sul web si vendono soprattutto le foto più che i prodotti in se. In realtà, quanto detto non è molto diverso da quello che accade off-line: ad es. se entri in un negozio di scarpe con l'intenzione di trovare un bel paio di scarpe da acquistare, la prima cosa che fai è osservare le scarpe alla ricerca di un paio che possa soddisfare i tuoi gusti. Bene, tradotto online:"vai a guardare le foto del prodotto e <strong>ti concentri su di esse</strong>". </p><p>Guarda accanto la differenza tra foto ben fatte, che mostrano il meglio di un prodotto e foto fatte in modo meno curato e più frettoloso: quale di queste 2 foto ti convince di più ad acquistare? </p>	</div>
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<div class="owl-carousel portfolio-page-carousel">
                        <img src="//lucanappini.it/wp-content/uploads/2020/02/foto-scarpa-01.jpg" alt="">
                                    <img src="//lucanappini.it/wp-content/uploads/2020/02/foto-scarpa-02.jpg" alt="">
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		<blockquote class="quote fw-quote-left fw-quote-lg ">
    <p>Chi mostra i prodotti sul web con foto ben fatte, ha molte più possibilità di vendere il suo prodotto.</p>	</blockquote>	</div>
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		<h2><span class="notranslate">Rassicura il cliente su costi e tempi di spedizione</span></h2><p>In sviluppo....</p>	</div>
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		<h2><span class="notranslate">Dove è il tasto acquista?</span></h2><p>In sviluppo....</p>	</div>
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